Storia
La crisi di Cuba


"Credevo fosse l'ultimo sabato che avrei mai visto" Il ministro della Difesa dell'amministrazione Kennedy, Robert Mc Namara, commentò così il 27 ottobre 1962, il giorno in cui la Crisi dei Missili di Cuba raggiunse l'apice e il mondo fu a un passo dalla guerra nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Con 13 giorni di terrore e sgomento, così surreali che perfino Stephen King li ha usati in alcune scene del suo romanzo, 22/11/93 dove il protagonista svela alla donna amata, terrorizzata dalla guerra che appare inevitabile, che non accadrà nulla e che lui lo sa, perché viene dal futuro.
Tutto partì nel 1959 quando i barbudos di Fidel Castro, avvocato fieramente convinto del partito comunista, avevano preso il potere scacciando il dittatore filoamericano Fulgelcio Batista, che gli americani cercarono di rimettere al potere con numerosi tentativi falliti, tra cui l'attacco alla Baia dei Porci il 17 Aprile 1961. Questo portò a un accordo segreto nell'estate 1962 tra URSS e Cuba, per l'installazione di missili atomici nei territori Cubani.

Gli Stati Uniti, ignari di tutto, vennero a conoscenza di questo patto solo il 14 Ottobre 1961, quando un areo U2, scattò le immmagini delle basi nucleari dell'URSS a Cuba, facendo così iniziare la crisi dei missili. Kennedy, presidente in quegli anni, preso atto della notizia, riunì il 16 Ottobre l'EXCOM, ovvero il comitato esecutivo del Consiglio per la Sicurezza, che decise all'unanime di non permettere l'installazione dei missili. La situzione però era critica, se da Cuba avessero lanciato anche un solo missile, tutta l'America sarebbe stata distrutta. Kennedy aveva da scegliere se attaccare o mettere in "quarantena" le navi cubane, facendo in modo così che i missili non sarebbero potuti arriavare alla base dalla Russia. Scelse la seconda opzione. Il 22 Ottobre tutto il mondo venne a conoscenza della crisi e per fortuna le navi dell'URSS non riuscirono ad arrivare a Cuba, tornando così nella loro patria. Però rimaneva il problema dei missili già installati. Allora con una lettera, Krusciev, capo dell'URSS, chiese a Kennedy di proclamare l'embargo con Cuba, in cambio del ritiro dei missili. E così fu. IL 28 Ottobre la crisi finì, rimanendo così uno dei cardini principali della guerra fredda e del rapporto tra USA e URSS.
_Antonia P.
I Kennedy
La famiglia Kennedy è stata una delle famiglie più influenti della storia americana del 900'; il suo capostipite è Patrick Kennedy. Il 23 novembre 1887, Patrick sposò Mary Augusta Hickey, egli diede alla luce quattro figli:
Joseph Patrick Kennedy,Francis Benedict Kennedy,Mary Lortetta Kennedy,Margaret Luise Kennedy.
Il primogenito Joseph Kennedy sposò nel 1914 Rose Fitzgerald, la quale diede alla vita undici figli e il secondo genito maschio John Fitzgerald Kennedy divenne il futuro presidente degli USA. La famiglia nell'arco della sua storia ebbe molteplici lutti, ben 17 in meno di 65 anni!

John Fitzerald Kennedy
Nato a Brookline il 29 maggio 1917, morto a Dallas il 22 novembre 1963; è stato il 35° presidente deli stati uniti d'America.
La gioventù
Da giovane frequentò la "Dexter School", in seguito i Kennedy si trasferirono a New York dove Jonh frequento la "Canterbury Scholl" e successivamente la "Choate Rosemary All". Nel 1935 JFK si iscrisse all'università di Princeton ma fu costretto ad abbandonare gli studi per una malattia, l'itterizia.
La seconda guerra mondiale
Il 7 dicembre 1941 gli USA entrano in guerra dalla parte degli alleati. Il giovane JFK spinto da un desiderio patriotista si vuole arruolate in marina ma viene respinto più volte per una malattia alla schiena e, dopo tanti tentativi il padre riesce a farlo entrare nella marina militare americana come volontario. A Jonh gli viene affidata la motosilurante PT-109; lui e il suo piccolo equipaggio avevano il compito di affondare le navi giapponesi nell' Oceano Pacifico. Durante una perlustrazione del territorio marino la PT-109 venne colpita e affondò insieme a lei altri due membri dell'equipaggio; con due feriti gravemente e un'alta possibilità di morte nel mare JFK nuotò portando con sé i due feriti e i rimanenti marinai e dopo dieci ore raggiunsero la terraferma nella quale dopo pochi mesi arrivarono gli australiani che successivamente gli riportarono in America.
Nel 1953 John sposa Jacqueline Bouvier.
La presidenza

Nel 1960 JFK divenne il 35° presidente degli USA battendo alle presidenziali l'avversario repubblicano Richard Nixon.
"Ci troviamo oggi alle soglie di una nuova frontiera, la frontiera degli anni sessanta. Non è una frontiera che assicuri promesse, ma soltanto sfide, ricca di sconosciute occasioni, ma anche di pericoli, di incompiute speranze e di minacce" disse John Kennedy; frontiere non erano quelle materiali ma nuove frontiere sociali:
economia, salari migliori, alloggi, disoccupazione, sanità, parità di diritti, criminalità, difesa.
In politica estera la casa bianca ha dovuto interagire cautamente con l' URSS più precisamente con Nikita Cruschev nel 1962 (Crisi missilistica di Cuba) il quale aveva portato nella Cuba comunista delle testate nucleari che puntavano sugli USA e si temeva la terza guerra mondiale ma grazie all'intervento diplomatico tra Crusev e JFK le testate vennero spostate ma Cuba restò comunista.
Il
26 giugno 1963 JFK pronunciò la famosa frase:
"Ich bin ein
Berliner" frase celebre per il discorso fatto prima davanti il muro
di Berlino simbolo della guerra fredda; il discorso e pacifico e
criticava il muro che divideva un popolo.
Inoltre Kennedy aiutò i paesi dell'America latina in via di sviluppo con finanziamenti economici per aiutarli a industrializzarsi e modernizzarsi.
In politica interna JFK attuò riforme in campo di segregazione razziale, esercito, scuola, imprese pubbliche e spaziali.
Durante l'amministrazione Kennedy vennero spesi ventidue miliardi di dollari per finanziare il programma Apollo al fine di portare l'uomo sulla luna.

La morte
Il ventidue novembre 1963 John Fitzgerald Kennedy venne assassinato a Dallas per mano di un'omicida, Lee Harvey Oswald.
_Alessandro C.
Martin Luther King

"Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta."
Chi era Martin Luther King?Il 15 gennaio del 1929 ad Atlanta, in Georgia, nel sud degli Stati Uniti, nasce Martin Luther King, dove il razzismo è estremamente radicato. Martin si rende conto che il colore della sua pelle rappresenta un ostacolo per la diffusione delle sue idee. Proprio per questo si dedica allo studio della filosofia, per poi iniziare la sua inarrestabile e pacifica battaglia contro la segregazione razziale. Martin stima la figura di Mahatma Gandhi e la sua dottrina della "nonviolenza", basata sul rifiuto dell'uso della violenza fisica, al fine di raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici.

Nel 1955 Rosa Parks, sarta e attivista di colore, viene arrestata perché si era rifiutata cedere il posto a un bianco su un autobus, il King dice stop all'ingiustizia e guida dunque una campagna di boicottaggio, per ben 382 giorni, da parte di tutti gli afroamericani nei confronti dei mezzi pubblici. Nel 1956 la Corte suprema degli Stati Uniti dichiara illegittime le leggi proposte sui mezzi locali.
il 28 agosto 1963, a Washington, durante una manifestazione per i diritti civili, Martin, chiede giustizia per l'uguaglianza universale, pronunciando il famoso discorso "I have a dream" di cui tutt'oggi è celebre la seguente frase:
« I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin, but by the content of their character. I have a dream today! »
« Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene. Io ho un sogno oggi! »
Il 10 febbraio 1964 viene approvato il "Civil rights act", ovvero una legge basata sui i diritti civili, che abolivala discriminazionenei servizi pubblici di ogni genere. Nello stesso anno Martin Luther King viene assegnato il premio Nobel per la pace, all'età di soli 35 anni.
7 marzo 1965, Martin Luther King organizza la prima marcia di ribellione (nota come Bloody Sunday), nella cittadina statunitense di Selma, in Alabama. Da qui in poi, se ne susseguono altre due, dirette a Montgomery
Circa seicento persone, che stavano manifestando in modo pacifico per chiedere il diritto di voto per tutti gli afroamericani, sono state caricate dalla polizia mentre attraversavano il ponte Edmund Pettus.
il 25 marzo 1965, durante l'ultima marcia, King e circa 25mila persone si sono dirette da Selma a Montgomery, fino alle porte del palazzo del governatore dell'Alabama, per chiedere uguaglianza.
Martin era ormai diventato un punto di riferimento per un'intera comunità, ma diventa inoltre, un bersaglio di minacce, e viene arrestato
Il 30 giugno un attentato gli distrugge la casa, senza conseguenze per la famiglia.
Il 4 aprile 1968 a Memphis, Tennessee, Martin Luther King viene assassinato a colpi d'arma da fuoco mentre si trovava su un balcone del Lorraine Motel, poco prima di recarsi a un incontro in una chiesa locale. Il suo assassino, James Earl Ray, viene arrestato due mesi dopo, ma l'uomo, dopo l'iniziale confessione, smentisce il suo coinvolgimento parlando di un complotto contro King. L'omicidio diede vita ad una rivolta del popolo.
_Zaira Di Dio
Guerra del Vietnam
La guerra d'Indocina e la conferenza di Ginevra
Il tentativo della Francia di riprendere possesso dei vecchi territori coloniali, perduti durante la seconda guerra mondiale a seguito dell'occupazione giapponese dell'Indocina, aveva provocato la dura resistenza del movimento nazionalista Viet Minh, di Ho Chi Minh per rendere il Vietnam uno stato indipendente.

La lunga guerra d'Indocina (1945 - 1954) combattuta ostinatamente dalla Francia con un notevole impegno militare e con il supporto degli Stati Uniti d'America, ebbe termine in modo catastrofico per i francesi e gli Stati Uniti e fece guadagnare enorme prestigio al movimento Vietminh.
L'intervento delle grandi potenze (Stati Uniti, Cina, Unione Sovietica e Gran Bretagna) condusse alla Conferenza di pace di Ginevra che si concluse nel luglio 1954 in modo insoddisfacente per il movimento Vietminh: la penisola indocinese venne, infatti, divisa nei quattro stati indipendenti di Laos, Cambogia, Vietnam del Nord e Vietnam del Sud; nel Vietnam del Nord si costituì una repubblica popolare di tipo comunista guidata da Ho Chi Minh e dal movimento Vietminh, sostenuta dalla Cina e dall'Unione Sovietica, mentre nel Vietnam del Sud si instaurò il governo autoritario del presidente cattolico Ngô Đình Diệm, appoggiato dagli Stati Uniti.
La soluzione degli accordi di Ginevra, nel giugno del 1954, era solo provvisoria, in attesa di libere elezioni volte ad unificare la nazione, da tenersi nel giugno del 1956 ma mai svolte, perché Diệm nel mese di ottobre del 1956, indisse un referendum popolare per stabilire se lo Stato dovesse essere una monarchia con Bao Dai come imperatore o una repubblica con Diệm stesso come presidente e vinse con un risultato falsificato del 99% di consensi.
La Guerra del Vietnam
Nel febbraio 1965 il territorio del Vietnam del Nord
diventò il bersaglio di violenti bombardamenti da parte di aerei
statunitensi. Successivamente gli Stati Uniti misero in campo tutto
il loro moderno e sofisticato arsenale: armi, mezzi blindati,
elicotteri, veicoli anfibi, gas tossici e il micidiale napalm,
una gelatina incendiaria altamente nociva che a contatto con la pelle
provoca gravi lacerazioni e piaghe.
I risultati furono devastanti,
vennero distrutti anche servizi ed edifici pubblici, abitazioni
civili e intere zone rurali, la popolazione colpita dalle sostanze
tossiche sganciate dagli aerei contraeva gravi conseguenze fisiche,
le piante seccavano e non producevano più frutti, i pesci e gli
uccelli morivano, il riso ingialliva.
I sudvietnamiti, invece, pur ricevendo dai territori comunisti vari equipaggiamenti non furono abbastanza per contrastare l'USA, ma ci riuscirono con gli strumenti e le strategie tradizionali della guerriglia: disseminavano nel folto della vegetazione della foresta fili d'inciampo collegati a granate, mine collocate intorno a ostacoli fittizi, trappole e tagliole, buche riempite con spuntoni avvelenati. Si trattava di armi terribili: non solo potevano infliggere danni fisici letali, ma erano distruttivi anche sul piano psicologico, perché costringevano i soldati americani a uno stato di continua allerta e a un sistema di combattimento cui non erano addestrati.
Fondamentali per le azioni di guerriglia furono le gallerie sotterranee, organizzate in un sistema di cunicoli, caverne e trappole. Gli accessi nascosti, a volte anche subacquei, consentivano ai sudvietnamiti di condurre gli agguati contro i nemici contando sull'effetto sorpresa e di scomparire poi nel nulla.
La fine della Guerra del Vietnam
Parallelamente cresceva nel mondo la protesta per una guerra assurda, le cui drammatiche immagini venivano quotidianamente trasmesse dalla televisione, e l'opinione pubblica di sinistra, accrescendo l'isolamento del governo statunitense, si mobilitava a favore dei suvietnamiti. A questi fatti si aggiungevano poi gli altissimi costi, che non rendevano più sostenibile il proseguimento della guerra. Così, dopo che già il presidente statinitense Nixon aveva avviato trattative con il Vietnam del Nord e il governo rivoluzionario provvisorio, nel 1973 vietnamiti e statunitensi firmarono a Parigi un protocollo di pace, che tuttavia non pose ancora fine alla guerra.
Infine, il 30 aprile 1975 i sudvietnamiti e le truppe
nordvietnamite entrarono a Saigon, ribattezzata poi Città
Ho Chi Minh, costringendo i membri del governo
sudvietnamita e i funzionari statunitensi ad abbandonare
precipitosamente la città. Il Vietnam del Nord e il Vietnam del Sud
furono quindi riuniti nella Repubblica Sociale
del Vietnam, con capitale Hanoi.
Gli orrori
della Guerra del Vietnam (la «sporca guerra» - come venne
chiamata) causarono la morte di due milioni di persone, 60.000 dei
quali soldati americani, enormi sofferenze alla popolazioni
vietnamita e un gran numero di mutilati e disabili mentali per quella
statunitense.
_Alessandro Cagnin
Contestazioni studentesche
Grazie al sessantotto i giovani di buona parte del mondo vennero ascoltati: una massa variegata e colorata, unita solo dal comune principio di contestazione dell'autorità, irruppe finalmente nella storia, cambiandone per sempre il corso. Il movimento nacque intorno alla metà degli anni sessanta negli Stati Uniti, diffondendosi poi in Europa e raggiungendo l'apice con il Maggio francese; a seconda del paese in cui ebbero luogo, le contestazioni assunsero caratteristiche specifiche e particolari.

Il
sessantotto italiano, però, sarà perché è stato il nostro e
quindi siamo di parte, ebbe delle "sfumature" significative
e commoventi che meritano di essere menzionate in un discorso a
parte. Innanzitutto le ragioni dei giovani, che contestavano la
parzialità e l'arretratezza dei programmi ministeriali e
manifestavano per estendere il diritto di studio anche alle classi
più disagiate e che conclusero la prima occupazione dell'Università
di Trento del 1966, da cui il movimento ebbe origine, recandosi in
giro per il paese come volontari per l'alluvione che colpì gran
parte dell'Italia settentrionale e centrale. Muovendosi
spontaneamente, con altri giovani, nasceva in essi, per la prima
volta, la coscienza di appartenenza ad una classe che, fino a poco
prima, era sconosciuta: quella classe che entro il 1968 occupò tutte
le università della penisola, scontrandosi contro la polizia che,
ricorrendo a metodi repressivi e violenti, fu responsabile
dell'ulteriore infiammarsi delle proteste.
Ma le proteste
studentesche che inizialmente furono sottovalutate da stampa e
politica, furono anche la miccia per accendere le proteste dei
lavoratori, coloro che dal boom economico non avevano visto nessuna
differenza, né in termini di diritti, né tanto meno di adeguamenti
economici. Gli operai, finalmente costituitisi in classe anch'essi,
chiedevano il rinnovo dei contratti di lavoro, l'aumento dei
salari, la diminuzione delle ore di lavoro, le pensioni, i servizi(ci
furono tre mesi di sciopero alla fiat).
Il sessantotto per la
nostra giovane storia, fu un momento di incredibile condivisione,
forse uno dei pochi in cui gli italiani sperimentarono davvero la
propria appartenenza alla nazione, pur senza rendersene conto. Al di
là delle valutazioni sociali o del proprio colore politico, i
contestatori capirono che il mondo stava andando in un'altra
direzione e seppero cavalcare l'onda che veniva dal resto del mondo
con richieste che andavano ad infrangersi contro la rigidità alto
borghese che, evidentemente, sperava che questo vento non soffiasse
mai. E che seppe, successivamente trasformare il movimento con
abilità in qualcosa di più politico, facendo in modo che questo
perdesse tutta la sua energia spontanea, portandolo dunque al lento
spegnimento, nel corso del decennio successivo.
Un'occasione,
dunque, avrebbe potuto costituire il sessantotto, non solo per la
riscossa di quelle classi più disagiate che videro i propri diritti
riconosciuti, ma anche per creare un senso di aggregazione maggiore,
che durasse nel tempo, oltre le divisioni politiche e geografiche. Lo
spirito di quell'anno, tuttavia, non durò e la radicalizzazione
dei conflitti di parte portò alle conseguenze nefaste che tutti
conosciamo. E di cui, forse, la nostra Unità paga le conseguenze
ancora adesso, se pensiamo alla fine che hanno fatto, in una grossa
parte di Italia, buona parte dei voti di coloro che, un tempo, uniti
dalla coscienza di classe o dalla voglia di cambiamento, votavano il
PCI.
_Pietro G.
Maggio francese
Il termine Maggio Francese intitola in maniera globale, l'insieme di movimenti successi in Francia nel periodo di maggio-giugno 1968. Gli eventi di questo periodo storico francese significano un punto molto importante nella storia contemporanea francese, caratterizzata dalla grande critica che ha colpito tutta la società francese dell'epoca, mettendo alle corde il maresciallo De Gaulle e minacciando le basi delle istruzioni della Repubblica; è stata una vera e propria rivolta nata in maniera spontanea, che, nell'arco di pochi giorni, investe la politica e la società francese dell'epoca. Il movimento, è nato da una protesta studentesco che in seguito si coalizza con quella operaia.
La rivolta dura appena due mesi, giorni che però hanno segnato un enorme spaccatura dopo la seconda guerra mondiale; occupazioni, barricate, uno slogan del tempo: "immaginazione al potere".
La rivolta venne suddivisa dagli studiosi in tre parti:
-periodo studentesco (3-13 maggio)
-periodo sociale (13-26 maggio)
-periodo politico (27-30 maggio)
L'ultimo periodo fra i tre fu il più importante per determinare il futuro della Francia. Che dopo il rifiuto da parte della base, il 27 maggio, conclusi gli Accordi di Grenelle con i sindacati dal suo premier Georges Pompidou e Charles de Gaulle scomparvero per 24 ore. Il 29 maggio, per andare ad incontrare il generale Massu a Baden-Baden. Al ritorno, riprese l'iniziativa statuendo il 30 lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale. La stanchezza dell'opinione pubblica, che all'inizio era favorevole al movimento, fecero un putiferio alle elezioni anticipate del successivo 30 giugno. Gli scioperi cominciarono a cessare progressivamente lungo il mese di giugno e i luoghi dove si svolsero le manifestazioni, come la Sorbonne e l'Odéon di Parigi, furono liberati dalla polizia.
_Roberto L.
Ernesto Che Guevara
E' stato un rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico Argentino.
Fu membro del movimento del 26 luglio e aggiunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel castro,un suo alleato politico.
Durante questo viaggio visitò i quartieri poveri delle grandi città,ospedali e lebbrosari. Il contatto con la povertà e il degrado sociale lo convinse che solo una rivoluzione avrebbe potuto portare giustizia in quei paesi. Tornato in Argentina si mise a studiare medicina e si laureò nel 1953.
Il giorno dopo venne ucciso e fatto esplodere davanti tutta la città ed il corpo venne nascosto.
Nella prima metà del 1965 lasciò Cuba per attuare la rivoluzione popolare in altri paesi. L'otto ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti guerriglia dell'esercito boliviano costituite da agenti della CIA.
Nel 1951 Che Guevara fece un viaggio con un suo amico in giro per il sud America (Perù,Venezuela,Brasile) a bordo di una motocicletta norton 500.
_Mirko C.
Mao Tse Tung

Nato il 26 dicembre 1893 a Shaoshan, Mao Zedong (scritto anche Mao Tse-Tung), è l'uomo che ha cambiato il volto della Cina. Nel bene e nel male Mao è stato uno dei personaggi più influenti e controversi del XX secolo, in patria come all'estero. La sua dottrina ha lasciato tracce profonde all'interno dell'ideologia comunista. Ma le repressioni, le violenze della Rivoluzione Culturale, i fallimenti economici gettano un'ombra scura sulle scelte del leader comunista, la cui immagine svetta all'entrata della città proibita di Pechino.
Intelletuale, stratega, poeta e grande nuotatore, Mao Zedong guidò la Terra di Mezzo per più di 30 anni, influenzando il pensiero di molti comunisti di tutto il mondo. Eppure la figura di Mao rimane ancora tuttora controversa, in Cina così come nel resto del mondo.
La strada per diffondere la dottrina comunista nel vastissimo territorio cinese prese il nome di Rivoluzione Culturale. A partire dall'estate del 1966, Mao coinvolse centinaia di miglia di giovani, per lo più studenti universitari, appartenenti alla "terza generazione", cioè ragazzi e ragazze nati dopo il 1949, anno della Rivoluzione, i quali dovevano essere educati dalla generazione di Mao.
A partire dal 16 giugno al 5 agosto 1966, gli studenti attaccarono il revisionismo che si era insinuato all'interno del Partito Comunista Cinese. Cominciarono così, a tenersi comizi e adunanze di massa in cui Mao veniva osannato come un idolo pop.


Così, mentre il Partito sembrava volersi sbarazzare del Grande Timoniere, i giovani della Rivoluzione eressero un vero e proprio muro a difesa della sua leadership, e Mao, il 16 giugno del 1966, all'età di 73 anni, dimostrò al mondo intero la sua forza, non solo politica, con la famosa nuotata nel fiume Yanzi. Man mano che il movimento cresceva, però, la Cina era sempre più sull'orlo della guerra civile. In poco tempo gli studenti avevano distrutto moltissime opere. Così Mao ordinò il ritorno alle aule, vietando agli studenti di viaggiare per il paese. Il nuovo motto degli studenti di Mao divenne "Usate la razione, non la violenza", con quale occuparono pacificamente le università.
Ormai malato di Parkinson, la sua immagine era diventata un simbolo per tutta la Cina, e di conseguenza il popolo aspettava la sua morte. Uno degli ultimi impegni del dittatore cinese fu l'incontro con il presidente americano Nixon.
La sua dittatura ha segnato l'inizio dell'apertura cinese nei confronti del mondo occidentale.
_Giulia N.
Nelson Mandela
Rolihlahla Mandela è nato nel clan Madiba nel villaggio di Mvezo, Transkei, il 18 luglio 1918.

Nel 1930, quando aveva dodici anni, suo padre morì Rolihlahla diventa una guardia del re al Great Palace di Mqhekezweni.
Ascoltando le storie degli anziani sui valori dei suoi antenati durante le guerre di resistenza, ha sognato di dare il proprio contributo alla lotta per la libertà del suo popolo.
Mandela ha iniziato i suoi studi per la laurea in arti al Collegio universitario di Fort Hare, ma non ha completato la laurea perchè è stato espulso per unirsi ad una protesta studentesca.
Nel 1944 Mandela ha sposato Evelyn Mase, un'infermiera. Hanno avuto due figli e due figlie la prima delle quali morì durante l'infanzia. Nelson e sua moglie divorziarono nel 1958.
GLI ANNI IN CARCERE
Mandela venne arrestato in una stazione di polizia nazionale il 5 dicembre 1955 che portò al processo.
Gli uomini e le donne di tutte le razze si sono trovati in questo processo che si è concluso soltanto quando alcuni accusati, tra cui Mandela, sono stati assolti il 29 marzo 1961.
Durante il processo Mandela sposò un'assistente sociale,Winnie Madikizela, nel giungo 1958. Hanno avuto due figlie e divorziato nel 1996.
Alcuni giorni dopo la fine del processo, Mandela viaggiò verso Pietermaritzburg per parlare alla conferenza All-in Africa, facendo un discorso che decise di scrivere al Primo Ministro Verwoerd chiedendo di creare una costituzione non razziale e dicendo che se non fosse stato d'accordo avrebbe fatto uno sciopero nazionale contro il Sud Africa che sarebbe diventato una repubblica.
Dopo che venne assolto dal processo iniziò ad organizzare uno sciopero per gli ultimi giorni di marzo.
L'11 gennaio 1962, Mandela lasciò segretamente il Sud Africa con un nome che non era il suo per non farsi riconoscere. Viaggiò attorno all'Africa e visitò l'Inghilterra per ottenere il sostegno alla lotta armata.
Dopo aver ricevuto la formazione militare in Marocco e in Etiopia è ritornato in Sud Africa nel luglio 1962.

è stato inoltre accusato di incoraggiare gli operai a protestare contro il governo e di aver lasciato il Paese sprovvisto di documenti e permessi. È stato condannato a cinque anni di carcere presso la prigione locale di Pretoria.
Il 27 maggio 1963 è stato trasferito a Robben Island ed è tornato a Pretoria il 12 giugno.
Nel giro di un mese la polizia ha creato un nascondiglio segreto a Rivonia, utilizzato da attivisti del Partito Comunista.
Nel giugno 1964 Mandela ed altri sette accusati sono stati condannati in prigione a vita.
Nelson Mandela fu scarcerato nel febbraio 1990 e morì a Johannesburg il 5 dicembre 2013, all'età di 95 anni.
_Linda D.

